Psicologo, Psicoterapeuta
(tratto da F. Shapiro, EMDR, 1987, McGraw-Hill)
La tecnica alla base dell'EMDR fu scoperta casualmente dalla statunitense Francine Shapiro nel maggio del 1987. Mentre passeggiava in un parco, pensando ad una difficile situazione personale che stava affrontando (le era appena stato diagnosticato un tumore maligno che le lasciava poche speranze di vita), si accorse che alcuni pensieri disturbanti si erano come affievoliti.
La Shapiro notò che quando i pensieri disturbanti affioravano alla sua mente, i suoi occhi iniziavano a muoversi avanti e indietro su una linea diagonale, e questo fatto sembrava a ridurre il disturbo. Constatato questo, Shapiro iniziò a produrre volontariamente gli stessi movimenti oculari, concentrandosi su altri pensieri disturbanti, e rilevando un costante effetto di riduzione della loro carica emotiva.
Pochi giorni dopo, Shapiro iniziò a provare questa tecnica con altre persone, concentrandosi su piccoli disturbi non patologici. Dopo circa sei mesi, sviluppò una procedura standard, costruita in modo empirico su tentativi ed errori.
Questa prima procedura fu chiamata Eye Movement Desensitization (EMD).
Visti i promettenti risultati, la Shapiro ricevette numerose richieste di insegnare la sua procedura, da parte di terapeuti che ne avevano sentito parlare in varie conferenze.
Ella decise quindi di proporre la formazione, limitandola però a coloro che avessero competenze nelle malattie mentali, ben preparati e che comunque possedessero un repertorio terapeutico completo al quale attingere in caso di fallimento della procedura stessa.
A seguito di questa esperienza formativa e della successiva valutazione di centinaia di cartelle cliniche da parte di terapeuti addestrati, si comprese che la procedura ottimale doveva comprendere sia la desensibilizzazione che la ristrutturazione cognitiva dei ricordi e delle convinzioni che apparivano come sottoprodotti dell'elaborazione adattiva dei ricordi disturbanti.
Shapiro decise quindi di cambiare nome al metodo facendolo diventare Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR). Oltre al cambiamento del nome si trattò di un cambiamento di paradigma e di prospettiva che avrebbe portato l'EMDR oltre il trattamento dei PTSD.
Le continue ricerche, l'affinamento di protocolli e della procedura lo ha portato ad essere proposto come una metodologia per un nuovo approccio alla psicoterapia.
Attualmente l'EMDR è oggetto di ricerche in tutto il mondo e vengono continuamente pubblicati lavori su questo argomento. Le ultime ricerche mostrano, tramite le moderne tecniche di neuroimaging, i positivi effetti dell'EMDR sulle aree cerebrali.
( 1 LINK)
[g] Link al sito di EMDR.