Sito WEB del dott. Fabrizio Manca

Psicologo, Psicoterapeuta


Ipno-bufale.

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In analogia con la sezione dedicata alle psico-bufale, qui c'è la sezione per le ipno-bufale. E' una piccola sezione con poche bufale, e non è paragonabile al sito dedicato alle psico-bufale curato da S. Bianconcini. Se però sulla psicologia e gli psicologi possono esservi dubbi e disinformazione, sull'ipnosi c'è di più, vista anche la campagna televisiva di disinformazione che perdura ormai da molti anni. I professionisti che utilizzano l'ipnosi, psicologi, medici e infermieri, non ipnotizzano galline o coccodrilli, non fanno spogliare i pazienti a meno che non sia proprio necessario per motivi clinici, non giocano con la dignità delle persone mettendole in ridicolo. Ciò non toglie che prevale, nel sentire comune, un atteggiamento di ostilità e diffidenza verso l'ipnosi, fomentato dai media, che nella realtà non ha ragione di essere.

E' pericolosa l'ipnosi? Dipende da chi la utilizza. Lo stesso discorso lo si può fare per il bisturi del chirurgo o per la pistola del poliziotto. Impugnata da un delinquente è pericolosa. L'ipnosi può essere uno strumento eccellente per la psicoterapia. In mano a persone irresponsabili diviene un pericolo. Quello che posso raccomandare è lo stesso che ho già fatto nella sezione Psico-Qualcosa: verificate la professionalità dell'ipnotista. Vista la potenza dell'ipnosi, che mette in movimento notevoli correnti transferali, verificate con ancora più scrupolo le qualifiche dell'ipnotista.

Seguono alcune ipno-bufale che ho incontrato nella pratica clinica. Servono a fare un po' di chiarezza nel mare di disinformazione sull'ipnosi. Buona lettura.

1. Con l'ipnosi perdo il controllo di me.

L'ipnosi è basata sulla creazione di un monoideismo plastico (vedere descrizione nella sezione "Ipnosi - Cos'è"). Se si esce dal monoideismo si esce dall'ipnosi. Inoltre è stato dimostrato più volte che non si può far fare ad un soggetto qualcosa contro la propria volontà o le proprie convinzioni morali. Se non vi spogliereste mai in pubblico, non lo farete nemmeno in ipnosi. Vi sono soggetti, circa il 15%-20% della popolazione, che sono in grado di sviluppare amnesia per lo stato ipnotico, ovvero gli si può far dimenticare tutto ciò che è avvenuto in ipnosi al termine della seduta ipnotica; sono definiti in termine tecnico "sonnambulici". Anche con questi non è possibile superare i vincoli delle loro convinzioni morali.
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2. L'ipnotista può farmi fare cose che non voglio.

No, non può. Se ad esempio si induce una persona in ipnosi e poi le si ordina di commettere un omicidio, a meno di aver ipnotizzato un killer abituale, si rifiuterà, non eseguirà il comando. Questo vale anche per i soggetti sonnambulici, quelli che producono i risultati più spettacolari (analgesia, amnesia). Se una cosa non siete disposti a farla in stato vigile, non la farete nemmeno in ipnosi.
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3. L'ipnosi è dannosa.

L'ipnosi è una condizione fisiologica normale e naturale, che quasi tutte le persone sperimentano nella loro vita, spesso senza accorgersene. Può essere dannosa la persona che fa dell'ipnosi su altre persone senza avere sufficienti competenze, o che ha le competenze ma fa del male. In questi casi però non è l'ipnosi a essere dannosa, ma la persona che la adopera.
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4. L'ipnotista può abusare di me.

Vero e no. Dipende dalla persona che usa l'ipnosi e cosa intendiamo per abuso. In linea di massima una persona ha sufficienti difese psichiche per difendersi ad esempio dagli approcci sessuali dell'ipnotista. Se l'ipnotista è un professionista serio non tenterà approcci sessuali su una paziente. Vale sempre la regola di valutare bene il professionista a cui ci si rivolge. Purtroppo non esiste un albo degli ipnologi a livello nazionale. E anche chiaro che non si deve giocare con l'ipnosi, come non si gioca con i farmaci, gli strumenti diagnostici e così via. Non solo perché l'ipnosi fatta da personale non qualificato è vietata per legge, ma anche perché chi non è qualificato difficilmente è capace di gestire le dinamiche che possono scatenarsi durante una seduta ipnotica.
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5. Con l'ipnosi rapinano le banche.

Questa è una leggenda metropolitana che aveva preso piede anni fa. Praticamente una specie di santone indiano accompagnato da una donna procace si recava in banca o alla posta e induceva il cassiere a consegnargli tutto il denaro della cassa. In realtà non si verifica questo. E' possibile mandare in confusione una persona, quindi anche un cassiere, con sovrastimolazioni sensoriali, chiedendogli di svolgere più compiti impegnativi contemporaneamente. Questa però è appunto sovrastimolazione sensoriale, non ipnosi. (sconsiglio di andare in banca e cercare di confondere i cassieri… potreste essere cacciati dalla banca a pedate!)
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6. Se l'ipnotista sviene durante l'ipnosi, il soggetto resta in ipnosi per sempre.

No, non è così. Dopo un po', il soggetto esce dal monoideismo e torna vigile, oppure si addormenta. Al risveglio, è cosciente.
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7. Un ipnotista può ipnotizzarmi contro la mia volontà.

L'ipnotista può creare dei monoideismi, con particolari tecniche. Se l'ipnotizzato se ne accorge può resistere. Quindi la risposta è affermativa, con alcuni limiti. L'ipnotista deve essere molto abile e sensibile alla situazione. E il soggetto può difendersi se si accorge di quel che succede. Insomma, gli abusi sono possibili.
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8. L'ipnosi è un toccasana contro le dipendenze da fumo, droga, alcool.

Più o meno. L'ipnosi può essere un ottimo coadiuvante, un ausilio alla terapia disintossicante. Ma se manca la ferma volontà e motivazione della persona ad uscire dalla dipendenza l'ipnosi non può nulla, ed anzi si rivela controproducente perché conferma con un insuccesso l'impossibilità di abbandonare la dipendenza stessa. Un intervento con l'ipnosi durante una terapia di recupero da una dipendenza, qualunque essa sia, è delicato e va valutato, oltre che nei tempi anche in termini di opportunità, con perizia ed esperienza. Vale la regola che se non si sa quel che si sta facendo meglio lasciar perdere con l'ipnosi. La competenza e l'esperienza in questi casi è fondamentale.
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9. L'ipnosi è ottima per l'analgesia.

Con alcuni limiti. I dati statistici sull'ipnotizzabilità degli individui non sono molto chiari, almeno quelli in mio possesso. Nemmeno la "Bibbia" degli ipnotisti, ovvero il Trattato di Ipnosi di F. Granone scioglie i dubbi. In linea di massima sembra che tra il 5% ed il 10% dei soggetti non sia ipnotizzabile, un 70% vada in ipnosi senza sviluppare analgesia, e quindi solo un 20-25% vada in ipnosi con fenomeni di analgesia e amnesia. Considerato anche che i bambini sotto i sei anni sono poco ipnotizzabili, così come gli anziani, ed escludendo dalle statistiche le personalità limite e gli psicotici, rimane probabilmente solo un 20% di soggetti che possono avere una analgesia sufficiente per un intervento chirurgico. Non ho dati sulle sale parto o sui reparti di pronto soccorso, luoghi nei quali arrivano persone che possono, per il loro stato emotivo del momento, più probabilmente essere in grado di essere indotti in ipnosi e manifestare analgesia, anche solo parziale. Ma credo che le percentuali si alzino di poco. La maggior parte delle persone non sviluppa analgesia in ipnosi, quindi l'induzione ipnotica è lontana dal poter sostituire i normali analgesici nella maggior parte dei casi.
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10. Non riesco a sviluppare analgesia, la trance non è abbastanza profonda.

Il concetto di profondità della trance è dibattuto da tempo. In passato qualche ricercatore ha anche cercato di costruire delle “scale di ipnotizzabilità” o di profondità della trance. La mia personale opnione, non condivisa da tutti gli ipnotisti, è che non esiste una profondità di ipnosi o trance. La cosiddetta “profondità” è un tentativo di oggettivare, di spiegare perché alcune persone sviluppano fenomeni come analgesia o amnesia ed altri no. Ma si cerca di portare all’esterno quella che invece è una disposizione interna dell’individuo. Come psicoterapeuta, il concetto di profondità di ipnosi non mi serve. Ho più una visione dicotomica: o si è in ipnosi o non lo si è. E anche questa visione va lentamente sfumando, con il progredire della mia esperienza di ipnotista, verso l’affermazione che tutto è ipnosi, varia dinamicamente solo l’attenzione verso gli stimoli.


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Realizzato dal dott. Fabrizio Manca, Versione 1.0 del 30 agosto 2009. |